Amnesty International: gli Stati Uniti danno cattivo esempio (19/08/03 16:15)

Gli Stati Uniti hanno esibito una preoccupante tendenza ad aspirare ad un potere esecutivo imbattibile nel contesto della propria ‘guerra al terrore’. Hanno creato un sistema di giustizia parallelo nel quale l’esecutivo ha il potere di detenere, interrogare, accusare o giudicare le persone sospette secondo le leggi di guerra“.
Lo ha dichiarato Amnesty International in nuovo rapporto pubblicato oggi.

Troppo spesso gli altri paesi seguono ciò che fanno gli Usa: il linguaggio di guerra si diffonde sempre più, e l’espressione ‘guerra al terrore’ serve come pretesto per rimettere in discussione l’intera struttura del diritto internazionale umanitario”.

Nel rapporto, intitolato ‘Il pericolo di un cattivo esempio: minare gli standard internazionali mentre le detenzioni della “guerra al terrore” continuano‘, Amnesty International chiede ai governi di tutto il mondo di assicurare che un rispetto rigoroso per i principi dei diritti umani resti al centro della loro ricerca di giustizia e sicurezza.
Il rapporto evidenzia questioni relative agli stranieri sotto custodia degli Usa al di fuori del territorio degli Stati Uniti, come i detenuti a Guantanamo Bay(Cuba), e nella base aerea di Bagram(Afghanistan), dove da oltre un anno viene loro negato di incontrare i familiari e di avvalersi dell’assistenza di avvocati.

Gli Stati Uniti hanno diffusamente incappucciato, bendato, ammanettato e incatenato i detenuti in Afghanistan, Guantánamo e Iraq” denuncia l’associazione.
Tra i maltrattamenti vi sono anche privazione prolungata del sonno, restrizione prolungata in posizioni dolorose, a volte insieme ad esposizione a musica assordante e ad illuminazione per tutto il giorno.

Il rapporto s’inserisce nel quadro dei continui sforzi di Amnesty International per persuadere le autorità degli Stati Uniti a conformarsi agli standard internazionali nelle azioni intraprese in risposta alle atrocità dell’11 settembre 2001.
Fra le raccomandazioni, l’organizzazione chiede al governo americano di assicurare che tutti i detenuti siano rinviati a giudizio per reati chiaramente riscontrabili oppure rilasciati, di fornire assistenza legale ai detenuti e di assicurare che non ricevano alcun trattamento che possa violare gli standard e il diritto internazionali. Chiede inoltre che il governo consenta ad Amnesty International di incontrare i detenuti e i funzionari della base aerea di Bagram e della base navale di Guantanamo Bay.

L’amministrazione Bush ha cercato di sottrarre le proprie azioni all’esame dell’ordinamento giuridico e della comunità internazionale. Così facendo, gli Stati Uniti stanno minando il ruolo della legge e stabilendo un pericoloso precedente”, conclude Amnesty International nel suo rapporto.