Non cediamo mai al pessimismo

Papa Francesco incontrando stamani i i cardinali in Sala Clementina, nella prima udienza dopo il Conclave
si è rivolto ai porporati chiamandoli fratelli. “Noi siamo fratelli e qualcuno mi diceva: i cardinali sono i preti del Santo Padre. Ma noi siamo quella comunità, quell’amicizia, quella vicinanza che ci farà bene a tutti”.

Nel suo breve discorso il Papa ha ricordato che il “periodo dedicato al Conclave è stato carico di significato non solo per il Collegio Cardinalizio, ma anche per tutti i fedeli. In questi giorni abbiamo avvertito quasi sensibilmente l’affetto e la solidarietà della Chiesa universale, come anche l’attenzione di tante persone che, pur non condividendo la nostra fede, guardano con rispetto e ammirazione alla Chiesa e alla Santa Sede”.

Nella parte finale del suo discorso, ha osservato che la metà dei cardinali è ora nell’età della vecchiaia, ma “la vecchiaia – ha detto – è la sede della sapienza della vita” e gli anziani “possono donare tanto anche ai giovani”: “Cari Fratelli, forza! La metà di noi siamo in età avanzata: la vecchiaia è – mi piace dirlo così – la sede della sapienza della vita. I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. E proprio quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino, che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita. Mi viene in mente quello che un poeta tedesco diceva della vecchiaia: “Es ist ruhig, das Alter, und fromm”: è il tempo della tranquillità e della preghiera. E anche di dare ai giovani questa saggezza”.

Salutando i fratelli Cardinali li ha esortati a non cedere mai “al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno; non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento, abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra”.