A Piana Romana
Nel 1910, Padre Pio era a Pietrelcina per la sua misteriosa malattia che lo obbligava a stare a casa. Quando non stava in chiesa o in casa, o ritirato nella Torretta per lo studio, si recava da Vico Storto Valle a Piana Romana.
Zio Orazio, con le sue rimesse di emigrante, dopo la seconda emigrazione, era riuscito ad allargare la proprietà: una casa, all’angolo tra le vie di S. Maria degli Angeli e chiesa S.Anna, di fronte alla salita Castello, e, a Piana Romana, un altro po’ di terreno, con una capanna per la guardia alle vendemmie e una masseria, cioè uno stanzone con soffitto a travi e tavole, pavimento e ciottoli, pareti senza intonaco, una piccola finestra e un portone d’ingresso ad arco.
A Piana Romana – orizzonti aperti e aria sana di campi – Padre Pio sostava per molta parte dei giorni, in estate anche di notte. Sedeva all’ombra di un olmo, per recitare il breviario e per continuare le sue preghiere. Già da ragazzo, l’ombra di quell’olmo era stata protettrice di tanta preghiera e pure di tanta sofferenza. I suoi se n’erano accorti che «qualcosa di strano avveniva sotto quell’albero». Alla sua ombra erano iniziate prove e lotte spirituali, i tormenti e i fastidi del maligno. Per questo soprattutto in questo periodo, dopo la sua ordinazione sacerdotale, l’olmo attrae, ricordandogli tante vittorie. «Nella stagione estiva – confida Padre Pio a padre Raffaele da S. Elia a Pianisi – stavo sempre in campagna a Piana Romana ed i miei, zii e cugini, mi costruirono una capanna o pagliaio ai piedi di quest’albero, anzi poggiata proprio all’albero. È là che io stavo notte e giorno al fresco per respirare aria pura e salubre.«Nessuno sa quello che avveniva là di notte»
“In quella capanna, per me diventata una vera chiesetta, io facevo tutte le pratiche di pietà e le mie preghiere notte e giorno”.
Dal 23 agosto 1912 l’intensità dell’amore a Dio, nel tentativo di distruggere quanto si opponeva alla totale trasformazione dell’amante nell’Amato, faceva provare a Padre Pio ferite e piaghe, che i mistici definiscono «ferite» e «piaghe d’amore».Stimmate invisibili e stimmate visibili
Il 10 ottobre 1915, Padre Pio, richiesto da padre Agostino, ha confessato d’aver avuto stimmate visibili e di avere stimmate invisibili, dal «dolore acutissimo» che si faceva sentire «specie in qualche circostanza ed in determinati giorni». Inoltre sperimentava, con periodicità quasi settimanale, i due tormenti provati da Gesù, la coronazione di spine e la flagellazione: «Quest’anima sono vari anni che ciò patisce e quasi una volta per settimana».© Riproduzione Riservata















