Visita lampo, questa mattina, a San Giovanni Rotondo di Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, il ragazzo morto all’età di 15 anni nel 2006, elevato all’onore degli altari il 10 ottobre scorso durante una Celebrazione Eucaristica, presieduta nella Basilica superiore di San Francesco in Assisi dal card. Agostino Vallini.

Proveniente da Monte Sant’Angelo e accompagnata da Isabel Reyes, presidente dell’Associazione “Amici di Carlo Acutis”, Antonia è venuta a ringraziare Padre Pio per il dono della beatificazione di suo figlio. Dopo aver partecipato alla Messa delle ore 11,30 nel santuario di Santa Maria delle Grazie, la madre del Beato e Isabel sono state accompagnate dal rettore, fr. Frencesco Dileo, e dal responsabile della pastorale giovanile del Santuario, fr. Nicola Monopoli, nei luoghi dove è vissuto il santo Cappuccino: il refettorio antico dove mangiava, le due celle in cui ha dimorato, la cappella interna del convento dove ha celebrato in solitudine nei due anni di segregazione, il coro dove ha ricevuto le stimmate permanenti e, infine, la cripta dove i fedeli venerano il suo corpo.

Durante il percorso, Antonia ha ricordato i diversi pellegrinaggi compiuti a San Giovanni Rotondo con Carlo, i numerosi legami tra lei, suo figlio e Padre Pio, mostrandosi molto interessata alla spiegazione che il mistico Frate dava al mistero della sofferenza. 

Sollecitata dalle domande dei suoi accompagnatori, la donna ha anche rivelato la serenità con cui Carlo ha accettato la notizia della leucemia fulminante che lo avrebbe portato a morte. Quando ne fu informato, nell’ospedale “San Gerardo” di Monza, dove fu ricoverato, disse: «Il Signore mi ha dato una bella sveglia!». E poi aggiunse: «Da qui non esco vivo». E così è stato. Non era la prima volta che Carlo prediceva la sua morte. In un video, realizzato due mesi prima del manifestarsi della malattia e inviato alla madre, già diceva: «Quando arriverò a 70 chili, morirò». E, nel giro di poche settimane, raggiunse proprio quel peso. Ma anche in precedenza, pur manifestando l’intenzione di diventare sacerdote, aveva affermato più volte: «Morirò presto». E una volta disse a sua nonna: «Rimarrò sempre giovane».

In cripta, su esplicita richiesta di Antonia, si è svolto un breve momento di preghiera guidato da fr. Francesco Dileo, a cui hanno partecipato tutti i presenti.