Il Pastore che guida il gregge

Setteville Nord, frazione di Guidonia a Roma, si prepara alla visita di Papa Francesco, che oggi sarà nella parrocchia di S. Maria dell’Orazione. Recitando l’Angelus in piazza San Pietro, davanti a una piazza gremitissima di persone, il Papa ha ricordato che “Gesù  non aveva una cattedra o un pulpito fissi, ma era un maestro itinerante, che proponeva i suoi insegnamenti, che erano gli insegnamenti che gli aveva dato il Padre lungo le strade, percorrendo tragitti non sempre prevedibili e a volte poco agevoli”. “E’ cosa buona – ha suggerito – avere con noi un piccolo vangelo in tasca e leggerne un passo, un piccolo passo, in ogni momento della giornata, e lì è Gesù che parla. Non è necessario – ha detto il Papa a braccio – che siano tutti e 4 i vangeli, basta anche uno”.

Papa Francesco commentava il vangelo della Trasfigurazione di Gesù: “noi discepoli – ha detto – siamo chiamati ad essere persone che ascoltano la sua voce e prendono sul serio le sue parole” e che “per ascoltare Gesù bisogna seguirlo, come facevano le folle del Vangelo che percorrevano le strade della Palestina”. A partire dal racconto della Trasfigurazione il Papa ha quindi proposto “due elementi significativi” che ha sintetizzato “in due parole, salita e discesa”. “Noi – ha ricordato a proposito del primo elemento – abbiamo bisogno di andare in disparte, di salire sulla montagna in uno spazio di silenzio, per ritrovare noi stessi e percepire meglio la voce del Signore”. “Ma – ha sottolineato il Pontefice introducendo il secondo elemento – non possiamo rimanere lì. L’incontro con Dio – ha quindi concluso – nella preghiera ci spinge nuovamente a ‘scendere dalla montagna’ e ritornare in basso, nella pianura, dove incontriamo tanti fratelli appesantiti da fatiche, ingiustizie, povertà materiale e spirituale”.