Sacerdote con e di Giovanni Paolo II. Potremmo dire che, in linea di massima, è coinciso con il pontificato di Papa Wojtyla il ministero presbiterale di don Michele Castoro.

Dopo l’ordinazione, conferitagli nella sua Altamura il 6 agosto 1977 da mons. Salvatore Isgrò, è rimasto in diocesi solo otto anni, ricoprendo con zelo diversi incarichi: segretario del Vescovo, insegnante di religione nel liceo classico statale, assistente della F.U.C.I., collaboratore parrocchiale della Cattedrale, direttore spirituale del seminario minore diocesano.

Poi è ripartito per Roma, la città in cui aveva svolto buona parte dei suoi studi, dal liceo alla licenza in Teologia fondamentale.

Infatti nel 1985, settimo anno del pontificato di Giovanni Paolo II, don Michele Castoro fu chiamato a prestare il servizio nella Congregazione per i Vescovi, dove nel 1996 è stato nominato Capo Ufficio, ottenendo due anni dopo il titolo di prelato d’onore di Sua Santità. Nel 2001 gli è stato dato un ulteriore compito di responsabilità: quello di sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio. In questo periodo non solo è stato, nella discrezione delle sue mansioni, un prezioso elemento della complessa organizzazione pastorale di Papa Wojtyla, ma ha avuto anche la possibilità di incontrarlo più volte.

Il suo ministero presso la Santa Sede è terminato proprio in coincidenza con la morte di Giovanni Paolo II. A distanza di un mese e mezzo, il 14 maggio 2005, a conclusione di un iter già avviato da tempo sotto il precedente pontificato, Benedetto XVI ha nominato mons. Michele Castoro vescovo di Oria, per poi promuoverlo nel 2009 arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo.

Entrambi, infine, sono stati accomunati dall’unione alla passione di Cristo nell’ultimo periodo della loro vita e dall’offerta della loro sofferenza per i bisogni della Chiesa, di cui hanno saputo essere pastori autentici e generosi.