In occasione del centenario della nascita di Papa Giovanni Paolo II i frati cappuccini ricordano ogni sera la figura del grande Papa amico di Padre Pio.

Questa sera la preghiera è rivolta ai giovani lontani dalla Chiesa.

Karol Wojtyla ha sempre valorizzato il ruolo dei laici in ambito ecclesiale, fin dai suoi primi incarichi di vice parroco, prima a Niegowic e poi a Cracovia. Non solo li coinvolgeva nelle sue attività, ma era sempre disponibile a lasciarsi coinvolgere nelle loro.

Ha continuato a valorizzare la collaborazione di tutti anche durante i successivi, sempre più alti ministeri: di vescovo ausiliare, di arcivescovo metropolita e, soprattutto, di pastore della Chiesa universale. Proprio durante il suo pontificato, inoltre, attraverso l’esortazione apostolica Christifideles laici, Giovanni Paolo II ha tracciato le linee guida di un’azione comune e sinergica per ogni comunità ecclesiale, affermando che «i pastori […] devono riconoscere e promuovere i ministeri, gli uffici e le funzioni dei fedeli laici, che hanno il loro fondamento sacramentale nel Battesimo e nella Confermazione», pur ribadendo che «gli incarichi ed i servizi del fedele laico» devono svolgersi «sotto la saggia guida dei Pastori». Anche i non consacrati, dunque, per Papa Wojtyla, sono chiamati a diventare «artefici umili e grandi della crescita del Regno di Dio nella storia» e a orientare il proprio «slancio missionario verso i non credenti e verso gli stessi credenti che hanno abbandonato o affievolito la pratica della vita cristiana».

Non a caso, nel suo lungo e fecondo ministero petrino, sono sorti o sono stati valorizzati numerosi movimenti ecclesiali laicali, da lui definiti «la risposta, suscitata dallo Spirito Santo,» alla «cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio». Ciò ha favorito la nascita della e il diffondersi della “Comunità Nuovi Orizzonti”, ma anche lo sviluppo di altri movimenti preesistenti, come l’“Opus Dei”, i “focolari, la “Comunità di Sant’Egidio”, “Comunione e liberazione”.