A 81 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il Giorno della Memoria ci invita ad una profonda riflessione su quello che è stato il più grande crimine della storia.” Così la Comunità di Sant’Egidio richiama l’attenzione di istituzioni e cittadini sulla necessità di non limitare il ricordo della Shoah al mero rito commemorativo, ma di farne un fondamentale strumento di coscienza civile nell’Europa e nel mondo di oggi.
La Shoah: memoria di un crimine senza precedenti
Il Giorno della Memoria, celebrato ogni 27 gennaio, è stato istituito anche in Italia con legge nel 2000 per ricordare non solo l’Olocausto – lo sterminio sistematico di sei milioni di ebrei da parte del regime nazista e dei suoi alleati – ma anche le persecuzioni razziali, le leggi antisemite e le deportazioni avvenute durante la Seconda guerra mondiale.
La parola Shoah – termine ebraico che indica “catastrofe” – è oggi largamente utilizzata per denominare lo sterminio degli ebrei, così come è narrato dai documenti storici e dai racconti delle vittime e dei sopravvissuti. La conoscenza precisa di questi fatti è considerata essenziale per ogni riflessione sul presente e sul futuro.
Un impegno per il presente: antisemitismo e razzismo
Secondo la Comunità di Sant’Egidio, la memoria della Shoah deve diventare parte integrante della coscienza contemporanea, “perché le premesse di quel che è successo nella prima metà del Novecento non si ripresentino più”.
Il nodo centrale della riflessione è proprio la lotta alle forme di odio che si manifestano oggi nella società: non solo l’antisemitismo, ma ogni tipo di discriminazione che divide e marginalizza. L’antisemitismo, definito come ostilità o discriminazione nei confronti degli ebrei, è stato storicamente alla base delle persecuzioni naziste e continua a rappresentare una minaccia per la coesione sociale e la democrazia.
In molte istituzioni europee, così come in iniziative pubbliche italiane, si rinnova l’impegno contro queste piaghe. Dal Veneto all’Emilia-Romagna, autorità civili e comunità locali sottolineano l’“obbligo morale” di tenere viva la memoria con azioni concrete, educative e civiche.
L’Europa, terra di memoria e di responsabilità
Sant’Egidio invita in particolare l’Europa, continente che visse direttamente la tragedia e che successivamente lavorò alla costruzione della pace post-bellica, a prendere le distanze con fermezza da qualunque forma di antisemitismo e razzismo, incluse quelle espressioni che emergono in alcune formazioni politiche.
Questo richiamo trova eco anche in altri contesti internazionali. Ad esempio, istituzioni come la Banca Centrale Europea hanno recentemente commemorato la Giornata della Memoria ricordando quanto sia cruciale la vigilanza contro l’odio, l’intolleranza e il ritorno di rigurgiti di discriminazione nella società contemporanea.
Memoria attiva: scuola, cultura e nuove generazioni
Con i testimoni diretti della Shoah sempre meno presenti, il passaggio della memoria alle nuove generazioni è diventato un tema prioritario. Diverse iniziative nelle scuole, negli archivi e nelle istituzioni culturali puntano a trasformare il ricordo in “memoria attiva”, capace di educare alla responsabilità collettiva e ai valori della pace, della libertà e dei diritti umani.
Per ricordare senza ripetere, la memoria deve essere un impegno quotidiano: non limitarsi alla commemorazione di un evento storico, ma trasformarsi in un monito permanente contro tutte le forme di discriminazione e intolleranza.
















