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Primi due interventi in Italia per aneurisma cerebrale con arresto cardiaco indotto


16-02-2012 - Autore: Antonio Siena Condividi

Primi due interventi in Italia per aneurisma cerebrale con arresto cardiaco indotto
Agostino di 53 anni della provincia di Brindisi e Fernanda di 38 anni della provincia di Foggia saranno i due protagonisti della prima trasmissione della nuova serie di “Spazio salute”, il programma di attualità sanitaria di Padre Pio Tv, condotto dal direttore dell’emittente, Stefano Campanella, e realizzato in collaborazione con Casa Sollievo della Sofferenza, che andrà in onda venerdì 17 febbraio alle ore 19,15.
Agostino e Fernanda sono, infatti, i primi due pazienti in Italia ad essere stati operati per un aneurisma cerebrale con arresto dell’attività cardiaca indotto attraverso la tecnica del “pacing ventricolare rapido”.
Si tratta di produrre artificialmente uno stato patologico controllato del cuore, attraverso un’elettrostimolazione che accelera a tal punto i battiti cardiaci, portandoli a oltre 200 al minuto rispetto a 70- 80 normali, tali da impedire di fatto al muscolo cardiaco di pompare sangue in modo efficiente;  pertanto  la pressione arteriosa si abbassa  a livelli minimi (20-30 mm di mercurio), ovviamente sotto controllo. La stimolazione cardiaca viene realizzata, anche in più fasi, per un periodo di 40-50 secondi.
L’originalità della tecnica consiste soprattutto nella cooperazione, al tavolo operatorio, di specialisti in discipline diverse: neurochirurgo, cardiologo. neurofisiologo, anestesista. L’intervento è stato, infatti, eseguito dal prof. Vincenzo D’Angelo, primario di neurochiurgia, e dalla sua equipe composta dai neurochirurghi Domenico Catapano, Leonardo Gorgoglione e Vincenzo Carotenuto, con l’ausilio dell’anestesista Liberato D’Amico, del cardiologo Domenico Rosario Potenza e dal neurofisiologo Michele Zarrelli.
Questa tecnica serve ad evitare: 1) il rischio di pericoloso sanguinamento durante l’intervento chirurgico per aneurismi cerebrali complessi che non possono essere trattati per via endovascolare o con tecniche chirurgiche convenzionali; 2) una manipolazione dell’aneurisma durante alcune fasi critiche dell’intervento permettendo così una più agevole chiusura della malformazione.
Finora l’unica casistica, pubblicata a settembre scorso, riguarda 19 pazienti operati ad Anversa, in Belgio.

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